"C'è la bellezza e ci sono gli oppressi.
Per quanto difficile possa essere,
io vorrei essere fedele ad entrambi"
Albert Camus

venerdì 22 agosto 2008

Documentari? Su che? Animali, natura?

E' un fatto: girare documentari in Italia sta diventando sempre più difficile. Non sono solo le ragioni produttive a metterci in difficoltà, no no, è la cultura televisiva la vera metastasi dei documentaristi.

E' cosa nota che la televisione italiana ha il demerito di non incentivare la produzione e l'acquisto di documentari eccezion fatta per il satellite e La7. Mediaset non sa nemmeno cosa siano i documentari a parte quelli dell'Istituto Luce su Mussolini e la Rai è nota per la sua latitanza sull'argomento. La colpa più grave della tv è quella di aver male educato il suo pubblico. Quello stesso publico che quando ti vede per strada con in mano una telecamera esclama "è arrivata la televisione", "su che canale va? "posso salutare?" no questo nemmeno te lo chiedono, salutano sorridenti con la manina e urlano "Italia 1!", ma vaffanculo a te e Mediaset. Disastro.

Se devi fare un intervista sei visto male come quei fottuti giornalisti del cazzo pronti a confezionare un servizio in stile Studio Aperto. Sarano anche malvisti ma l'intervista fatta al vicino di casa del pluriomicida se la portano sempre a casa, poi arrivi tu con l'intenzione di capire meglio il contesto e ti rispondono che hanno già rilasciato dichiarazioni, "no mi perdoni non sono un giornalista, sono qui per girare un documentario, vorrei farle qualche domanda al di là dell'accaduto".
Niente da fare, quando pronunci la parola documentario, ti guardano come ebeti e ti rispondono: "ah, lei fa documentari?, che bello sempre in mezzo alla natura e fa anche gli appostamenti per riprendere gli animali?".

In verità la tv è solo un mezzo che trasferisce una serie di informazioni generate da individui verso altri individui. La causa di questo disastro è da imputare ad un certo tipo di giornalismo italiano che ha inquinato la testa delle persone, il sensazionalismo e la superficialità con la quale molti dei giornalisti italiani affrontano le notizie ha prodotto cattive conseguenze, se hai una telecamera in mano sei potenzialmente un rompicoglioni, "quindi non ti dico niente, ma su che canale va sta roba?" "No guardi le ripeto nessun canale, il primo sbocco sono i festival poi forse qualche televisione all'estero". "Ah" e l'espressione da ebete di colui che non ha capito una beata fava si consacra all'eternità!

Dico tutto questo perchè temo che queste saranno le difficoltà che incontrerò nel mio prossimo lavoro, finchè c'era da intervistare una donna solitaria di montagna, tutto bene, ora che si profila la possibilità di realizzare un progetto di più ampio respiro con molte persone coinvolte, ho come l'impressione che dovrò spendere molto tempo cercando di spiegare che il documentarista non è un avvoltoio in cerca di scoop e lacrime, bensì un entomologo della realtà, un antropologo capace di sondare il reale oltre il visibile. Si certo, se glielo spiego così sono certo che mi prenderò dei vaffanculo come dei tram.


5 commenti:

Anonimo ha detto...

Posso linkare il tuo articolo sul mio "sciocco" forum ludico?
Nel mio piccolo posso cercare di "fare cultura".
Nessun innalzamento a chissà quali livelli cognitivi, solo un tentativo di smuovere le acque: forse una decina dei nostri utenti leggerà il tuo articolo e forse 2 o 3, incuriositi, vedranno i tuoi lavori sul web e forse 1 potrà innamorarsi del genere trattato.

Intanto ti saluto
Sergio da Lodi

Giovanni ha detto...

:-) un abbraccio e fai pure

SisteLaroccia ha detto...

ne parlavo giust'appunto l'altro giorno con la mia migliore amica, dicevamo esattamente le stesse cose... Tutti pronti a tirar fuori fantasmiliardi per una partita di calcio del cazzo, ma arte e cultura possono anche andare a cagare... sia da parte dei media che ahimé da parte del pubblico...
Tieni duro, abbiamo bisogno di chi come te lotta per noi, per la nostra coscienza, per la nostra cultura, per la nostra conoscenza...

SisterLaroccia ha detto...

About Slideshow:
Lizzie è fantastica, Macchia somiglia a Wicky (quindi favoloso), Susie è la mia preferita....
Sei davvero in ottima compagnia
;-)

bla78 ha detto...

Ciao a tutti, guardate un po' qui: http://www.youtube.com/watch?v=0nhIS3Y685M
Arriva la prima puntata di "Great Migrations", su Nat Geo Wild e Nat Geo Channel HD, il 31 ottobre. Per portare sugli schermi di tutto il mondo questa rivoluzionaria produzione televisiva, il team di National Geographic ha trascorso ben due anni e mezzo sul campo, percorrendo 670.000 chilometri attraverso 120 paesi e tutti e sette i continenti. È un evento televisivo globale in sette parti, che porta gli spettatori in giro per il mondo a seguire le lunghe e faticose migrazione intraprese da milioni di animali per assicurare la sopravvivenza delle proprie specie.