domenica 7 marzo 2010

Roma: Il Manifesto non si manifesta

La seconda tappa del tour arriva a Roma. E' una bella giornata, ventilata, Roma alle sei del pomeriggio è bellissima ma chi sono io per dirlo. "Pronto Michele? Sono arrivato dove ci vediamo?" Ho appuntamento con Michele Capozzi davanti al Detour, non ci vediamo da 4 anni, l'ultima volta è coincisa con la fine del mio primo lavoro serio, Il porno alla Sbarra, è stato Giuseppe Sbarra a presentarmi Michele il pornologo. "Lui sa tutto, è il massimo esperto di pornografia". Michele abita su una barca a NY, porta in giro i turisti nella città proibita o meglio quello che resta (ben poco) della grande mela marcia. Anni fa realizzò un documentario, Pornology in NY, un lavoro immane sui luoghi e i personaggi della ponografia newyorkese, un "De profundis" nostalgico e molto poetico su quello che Giuliani, il sindaco, ha ripulito: la nebbia della perversione.

Incontro Michele in via Urbana, mi viene incontro con al collo la sciarpa del Genoa, Michele è una persona meravigliosa, 62 anni, una vita senza pudori senza ipocrisie, con lui hai sempre la sensazione di sentirti a casa. E in giro per Roma mi sento a casa, Michele mi porta fino a Trastevere tagliando Piazza Venezia, passando per l'isola tiberina. Roma si presenta a noi vestita a sera.

Manca un'ora alla proiezione, in un bar dico a Michele che Cristina Piccino de Il Manifesto presenterà la serata. Squilla il mio telefono, è Cristina: "Giovanni! Sono uscita ora dal giornale, ho la febbre sono mortificata vado a csa non ce la faccio". "Va bene Cristina vai, vai a casa, vai..."

Dico a Michele che Cristina non presenterà la serata e lui senza scomporsi mi dice: "che problema c'è? Te la presento io e ti gestisco anche il dibattito".

Ore 21.15: io, Libera con il suo libro e Michele davanti alla sala piena, arrivano gli amici e altri che non conosco, parte la proiezione, finisce il film ed inizia il dibattito, Michele, il mio angelo con il suo fare disincantato e puro crea l'atmosfera ideale per parlare del film.

Cristina non mi ha nemmeno chiamato il giorno dopo per chiedermi come è andata, quando si dice l'educazione..
Il Manifesto e l'Unità sono gli unici due quotidiani che non hanno mai scritto del film, persino Il Giornale si è scomodato. Cialtroni forse oppure semplicemente distratti da loro stessi.

Io vado avanti sicuro del percorso che sto facendo, grazie Michele

1 commenti:

gab ha detto...

Prima o poi "Il porno alla Sbarra" diventerà un oggetto di culto e si prenderà i meriti che non gli sono ancora stati tributati.
Su certo giornalismo, non te la prendere: il detto "Nemo profeta in patria" spesso ha anche una declinazione politica e sociale, non solo graografica.