"C'è la bellezza e ci sono gli oppressi.
Per quanto difficile possa essere,
io vorrei essere fedele ad entrambi"
Albert Camus

venerdì 7 settembre 2007

La fine del Diario

Ieri mattina sono passato in edicola per comprare la solita copia di Diario della settimana, la copertina titolava:
"Mercoledì 23 ottobre 1996 - Venerdi 7 settembre 2007: Diario della settimana, dopo aver tenuto un diario per 567 settimane, si prende una pausa. Per pensare alla cosa più giusta da fare oggi".

Finiscono le delicate Cinevisioni di Marco Lodoli, finisce L'inchiesta in vecchio stile, finisce il "Se ne sono andati". Non sono triste per la fine di Diario, è che non potrò più leggere le piccole, a volte piccolissime, notizie che quel settimanale mi nascondeva tra le sue pagine: scoperte, intuizioni, idee preziose delle quali mi nutrivo per cercare spunti continui.

Non m'importa sapere che la redazione tornerà con un nuovo giornale, io ero affezionato al rito del sabato in edicola, mi piaceva sentire la consistenza delle pagine un po' grossolane tra le mie dita e a costo di essere banale e retorico mi piaceva l'odore rozzo ma sincero di quella carta così diversa dal profumo delicato e snob dei libri della Pleiade o dei Meridiani.

Diario chiude. Le cose finiscono, tutte ed io fatico sempre ad abituarmi all'idea.

2 commenti:

Anto ha detto...

Come fanno a finire le delicate cinevisioni di Marco Lodoli? No, non finiranno. Non finiranno nemmeno le recensioni di Dante Liano, nemmeno le cose da afferrare troppo presto o troppo tardi nel weekend. Pia Pera continuerà a coltivare il suo orto in casa e i bambini non smetteranno di leggere e di scrivere. Spero.

Castlerock ha detto...

Anche se ho avuto diversi "attriti" epistolari con Diario, l'ultimo dei quali riguardava un articolo impreciso sulla curva sud di san siro e sul tifo rossonero, devo dire che spiace molto anche a me.